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Josefine e io, H.M. Enzensberger di Federica Dal Cin

29 marzo 2010

Un personaggio curioso, affascinante e al contempo terribile, una mente brillante che si nasconde dietro un apparente snobismo ed una certa ristrettezza mentale. Si tratta di Josefine K., la protagonista del recente romanzo breve di H.M. Enzensberger. Nonostante il primo impatto, che fa pensare a Josefine come a un’anziana vamp superficiale e altezzosa, con il proseguimento della vicenda non possiamo non essere concordi con il protagonista, Joachim, nel riconoscere che dietro al muro di apparente mistero che la donna ha costruito attorno a sé, si nasconde una persona acuta e intelligente. Josefine non cela solo la sua personalità, ma anche alcuni avvenimenti della sua vita dai quali è deducibile il suo modo di essere. Infatti ella è stata in passato una cantante lirica, ha vissuto un’esistenza agiata, circondata da ricchezze e numerosi corteggiatori che non hanno fatto altro che aumentare la sua superbia e la sua presunzione.
Dunque viene spontaneo domandarsi come abbia potuto il trentenne Joachim venire in contatto con  Josefine, e in seguito  non essere in grado di mancare ad uno degli abituali “tè del martedì”.
Il loro incontro avviene casualmente: Josefine viene aggredita da un borseggiatore che cerca di sottrarle la borsa, ma Joachim la soccorre mettendo in fuga il malvivente. In segno di gratitudine la donna lo invita per un tè al numero dodici della Kastanienallee, il luogo che diventerà il palcoscenico dove Josefine si esibirà in tutta la sua superiorità rispetto alla realtà che la circonda. Ma la sua maschera è destinata a cadere. Ben presto Joachim, dopo aver conquistato la fiducia di Fryda, la domestica di Josefine, viene a sapere da lei la vera storia della sua padrona.
Proprio perché Josefine suscita molti dubbi in Joachim, egli, spinto dalla curiosità, continua a farle visita assiduamente. Durante le loro conversazioni i due affrontano svariati argomenti, soprattutto riguardanti la società, ed è proprio in questi momenti di dialogo che emergono le idee apparentemente stravaganti e campate in aria di Josefine. Le idee di quest’ultima sono spesso in contrapposizione con quelle di Joachim il quale, muovendole delle critiche, la spinge a ragionare e a riconsiderare alcuni suoi punti di vista. Questi momenti di incontro rappresentano per i due personaggi l’occasione di una pausa durante la quale si soffermano a riflettere sulle loro vite. Josefine ormai è molto anziana, dunque non si aspetta più nulla dal futuro e si limita ad osservare. Joachim, al contrario, è nel fiore dell’età e sta vivendo una situazione sentimentale complicata. Appunto per questa ragione cerca un sostegno in Josefine e nella sua forte personalità. Egli reputa l’anziana signora un dono prezioso e l’autore si rivolge ai lettori con una frase finale che incarna questo pensiero: «Auguro una Josefine a chiunque abbia oggi trent’anni».

Federica Dal Cin
Classe 3^ Gl – Licei Sperimentali PUJATI

Hans Magnus Enzensberger
JOSEFINE E IO

Einaudi Editore, 2010
pp. 134 € 12,50

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