Dedica tira le somme nell’anno dei dubbi di Nico Nanni
Il successo dell’edizione con Enzensberger non basta a garantire il futuro: incertezza sugli aiuti pubblici
Lunedì 29 Marzo 2010, Con l’appuntamento di sabato sera con la poesia di Hans Magnus Enzensberger si è conclusa l’edizione 2010 di “Dedica”, che ha avuto come protagonista appunto l’intellettuale e scrittore tedesco. Un’edizione con riscontri positivi: «Per la qualità della proposta e per la risposta del pubblico nei confronti di un autore che forse non è fra i più popolari, almeno in Italia, ma che fin da subito ha saputo conquistarsi la simpatia del pubblico, rimanendone – lui, notoriamente restio alla celebrazioni – impressionato e piacevolmente sorpreso» afferma il presidente di “Thesis” (l’organismo che propone Dedica), Claudio Cattaruzza. Che aggiunge: «Il consenso del pubblico e l’attenzione dei media nazionali oltre che locali è ciò che ci ripaga dell’impegno e della fatica: Dedica, infatti, si fa solo grazie al volontariato dei soci di Thesis».
Un’edizione forse meno facile delle altre per l’ecletticità di Enzensberger e della sua opera: prosa, saggi, teatro, poesia, cinema, “macchine” sono tutti settori che l’ospite tedesco ha toccato e tocca nella sua attività, divertendosi moltissimo («Ho paura di annoiarmi e nel lavoro voglio divertirmi» ripete spesso) e facendo divertire con i suoi paradossi, con l’elaborazione di analisi sociologiche e di teorie su vari argomenti che sono attualissimi: dall’emigrazione alla televisione, dal consumismo alla sfinitezza di una società che non sembra in grado di accontentare se stessa. Tuttavia, un’edizione ricca di proposte: da quelle teatrali con la “mise en espace” di Serena Sinigaglia e la lettura di Moni Ovadia alla serata di poesia e musica di Peppe Servillo; dalle proposte cinematografiche a quelle espositive (le mostre sulle “macchine per la poesia” e sulle fotografie di Burri) e agli incontri con l’autore su vari argomenti. Enzensberger ha particolarmente gradito quello con gli studenti, denotando la sua capacità di rapportarsi con la gioventù.
Per il futuro che cosa bisogna aspettarsi da “Dedica”?
«Francamente non lo so – dice Cattaruzza – Devo dire che questa edizione 2010 è stata realizzata senza ancora sapere a quanto ammonteranno i contributi della Regione: abbiamo lavorato sulla fiducia. Ma per il prossimo anno non ce la sentiamo di assumere impegni senza un minimo di certezza. Il problema non sono tanto i tagli, tutti dobbiamo farci carico del momento difficile, ma due elementi dovrebbero essere chiari: il riconoscimento dell’attività svolta e del consenso che essa riscuote; e il passaggio a una contribuzione diciamo triennale così da dare a chi opera sicurezza di continuità. Per Dedica si lavora da un anno all’altro, dovremmo sapere ora cosa ci aspetterà».


